Proseguiamo con alcune informazioni personali. Mi chiamo Ranieri.
L’etimologia del mio nome è germanica: Raganhar è composto dalle due parole normanne Rigon, che significa “consiglio”, e Hari, che significa “esercito”. E in tedesco antico, Reiner significa “guerriero per volere divino”. Quindi, potrei essere definito un “guerriero che guida un esercito sotto consiglio divino”. L’accezione è comica perché il mio cognome è Dei Soldati. Non mi raffiguro come un guerriero, mi definisco piuttosto un viandante del gusto.
Altre teorie sul mio nome; chi si chiama così vive in discordanza tra parecchi sentimenti: ambizione e lussuria, umiltà e comprensione, vanagloria e permalosità, misericordia e modestia… ambivalenze che mi qualificano alla perfezione. La mia capacità di mescolare i sapori, donando agli umani un viaggio quasi ultraterreno tra le combinazioni, è una sorta di transizione tra l’essere umano e l’essere vampiro: sono uno chef che opera a una dimensione più alta.
Mi chiamo Ranieri e sono stato trasformato in vampiro da una donna alla quale ho lasciato la vita e i battiti del cuore.

(Tratto da: Caldo sangue)

Opera: Il Grande Drago Rosso e la donna vestita col sole – William Blake