Lavorai tre mesi interi, notte e giorno da un conciatore sul lungo Tevere per permettermi mezz’ora tra le sue cosce. L’iter era farsi trovare sotto le sue finestre, non prendeva appuntamenti: Carpazia aveva il privilegio di sceglierli, i clienti. E io ebbi la fortuna di essere scelto da lei. Mi notò tra i vari militari e i commercianti che attendevano un suo cenno per mettere sull’attenti tutto il corpo. Nessuno resisteva a Carpazia ed essere stato notato in mezzo a quegli uomini mi procurò una notevole soddisfazione. Con lei non solo ebbi l’iniziazione ai piaceri del sesso: non ero vergine, avevo già avuto le mie esperienze. Ma con lei è stato come se lo fossi. Ho trascorso le ore più sconvolgenti della mia vita, e oltre all’immenso appagamento carnale, ricevetti anche la rivelazione. Rimanemmo un’intera settimana chiusi in casa, passandola tutta a letto senza quasi alzarci se non per i bisogni fisici e qualche lauto pasto che, all’epoca non ci feci caso, lei non consumava con me. Carpazia era insaziabile e io le piacevo al punto da inimicarsi la maggior parte dei soldati, tutti ufficiali di alto grado, gli unici a potersi permettere una notte con lei, che dalla strada le rimproveravano il mancato svolgimento della sua attività. Ora che ci penso, quelle voci offensive, le sere successive non si udirono più. Immaginerete perché. Tra quelle lenzuola, nella sua alcova romana a poche centinaia di metri dal fiume, nel lontano 1523 ho conosciuto il sublime piacere fisico. Ora, quel piacere lo trasmetto io.
Non sono stato forzato a divenire un vampiro, ma affascinato e perso nella sua abilità di amante le chiesi come ci riusciva. Lei me lo spiegò, ponendomi una semplice domanda:
― vuoi diventare come me?
Cosa avrei potuto rispondere? Considerate che un semplice raffreddore uccideva le persone come ora fa una guerra, e metà della via in cui vivevo era stata sterminata da una febbre che mezzo grammo di amoxicillina avrebbe debellato. Tra il ritrovarmi nella tomba all’età di ventinove anni, e la possibilità di vivere per sempre, sano, bello e altamente irresistibile, non ci ho pensato più di tre secondi. E così sono stato iniziato.

(Tratto da: Caldo sangue)

Opera: Il peccato – Franz von Stuck