Sono stato trasformato in vampiro da una donna
alla quale ho lasciato la vita e i battiti del cuore.

Benvenuti in questa emblematica sezione dove troverete alcuni, determinanti stralci del romanzo. Parole e fatti di quella che è stata la mia vita, e di quella che ancora dovrà essere vissuta. Una vita piena di emozioni e di avventure, ma fatta anche di cose semplici: amori, rabbie, delusioni e, ringraziando il cielo, anche molte gioie. Un labirinto che metto a disposizione per chi avrà la pazienza e la voglia di fare una passeggiata tra le pareti inesplorate del mio essere interiore, accompagnato da immagini che mi rappresentano, opere d’arte che amo e che ho visto coi miei occhi di artisti spesso incompresi. Alcuni di essi sono rimasti per troppo tempo nell’ombra, altri invece hanno conosciuto, meritatamente, la gloria. Ma io non amo fare distinzioni perché la bellezza di un’opera risiede nel momento in cui prende vita. Il magnifico istante è la scintilla di genio che pochi eletti si possono permettere. Ed ecco che davanti a una tela o di fronte a una scultura, nella penombra di un museo, improvvisamente, nella solitudine dei propri pensieri inizia un viaggio fatto di parole e colori, di passioni e silenzi, fondendosi con quello che l’artista voleva dire e ciò che invece ha voluto tacere. Anche nel silenzio risiede la bellezza, e a volte, è assordante allo stesso modo. Ogni quadro è un mondo a parte, una finestra aperta sull’infinito alla quale ci si affaccia consapevoli che quello che vediamo, quello che sentiamo, è solo nostro. E così è anche un romanzo. Ogni periodo ha un significato, e in ogni momento della mia esistenza vi sono stati piccoli capolavori di esperienza che la maggior parte delle volte è stato difficile condividere. Per me che sono un solitario che si è sempre nascosto, la strada è stata lunga e complessa, e parecchie cose sono rimaste segrete, e lo resteranno nei secoli dei secoli. Ma nel cammino che mi ha reso ciò che sono ho imparato a essere un vampiro che ama la vita, nonostante il valore di questa parola abbia per me un diverso e oscuro significato.

#17: Il tartufo è un piccolo tesoro.

Di |

È una pietanza particolare, il tartufo. Non è un cibo comune: è raro e costoso, e non si può coltivare. Alcuni anni è introvabile, dipende dal clima dell’estate, dalle piogge, dall’umidità. E quando si trova, lo si tratta come un tesoro. Un tesoro piccolo, informe e bitorzoluto. Un agglomerato di cellule plasmato dal tempo che emana un profumo inebriante.
È particolare anche la maturazione: esplode come un colpo di cannone, disperdendo il suo aroma nell’aria. Quell’attimo fa impazzire i cani da cerca. E quell’esplosione, quella rivolta che avviene a pochi centimetri

#16: L’anticamera dell’Inferno.

Di |

Sono orrendi, i nostri occhi, quando la parte bestiale predomina e prende il sopravvento. Probabilmente sono l’anticamera dell’Inferno. E fanno paura. Facciamo paura. E il ragazzino, ha avuto paura.
Gliel’ho letto sul volto, poi non è più stato necessario carpirla. L’ho sentita nel naso: s’era pisciato addosso. Il suo corpo ha reagito con la manifestazione naturale degli impulsi biologici: si era liberato per avere meno peso nella fuga, ma non ce n’è stato il tempo lo stesso perché è rimasto lì, in piedi tra gli alberi. E io gli ho visto

#15: L’etica tra vampiri.

Di |

Fino alle 3 ho vagato sulle Mura Leonine, e alla Porta Angelica ho incontrato due miei simili che, balzando accanto a me, hanno consumato il loro pasto. Stanotte, due spacciatori non hanno fatto ritorno a casa. Almeno non erano boy scout, mettiamola giù così. Mi hanno invitato alla condivisione, tra di noi succede.
Digressione numero cinque: l’etica tra vampiri. Ci riconosciamo, quando ci incontriamo. È assiomatico come distinguere una donna da un uomo. Di solito ci si saluta, ci si scambia un cenno, ma ci si può anche ignorare. Non c’è

#14: Amo l’odore del tabacco.

Di |

Amo l’odore del tabacco. Soprattutto quello dei sigari e delle pipe. Io non fumo, non ne sento la necessità, ma alcuni miei simili lo fanno. Il fumo non ci causa nessun problema: non abbiamo i polmoni, o meglio, li abbiamo, ma sono secchi. E il fumo che entra nella nostra cavità toracica, fa il giro come in un sifone ed esce costretto dal respiro che è fittizio, un retaggio dell’umanità, del sistema simpatico che si manifesta con naturalezza, e che ci consente di parlare, emettere suoni e sentire gli odori.
Possiamo

#13: Non uccido da diciassette anni.

Di |

Digressione numero quattro: ho già detto che sono diciassette anni che non uccido una persona. Di sangue umano ne bevo, ma senza fare vittime: come in mezzo all’oceano quando gli spostamenti da un continente all’altro duravano mesi e mesi, lì è difficile avere scelta. Nutrirmi di sangue da tante gole per pochi sorsi, senza fare vittime, è fattibile grazie al mio naturale fascino. Parole suadenti, nebulose, et voilà: un gioco da ragazzi. Ma devo farlo costantemente, la fame dev’essere a un livello accettabile affinché non perda il controllo. Ora sono

#12: Io l’ho vista diventare donna, Violante.

Di |

Io l’ho vista diventare donna, Violante.
Quando l’ho incontrata la prima volta, trent’anni fa, era una bambola coi codini neri. L’ho vista tra un gruppetto di altri bambini nel suo grembiulino bianco col fiocco rosa. Attraversava la strada tenendo per mano una delle maestre; andavano a fare una gita per Roma. Avvicinandomi le ho sorriso e lei ha ricambiato, folgorandomi. Poi l’ho vista adolescente, allampanata e coi capelli corti. Alla maschietto, un po’ come la Hepburn. E dopo, l’ho vista alle scuole medie tra le vespe e i motorini dei suoi

I commenti sono chiusi.