Sono stato trasformato in vampiro da una donna
alla quale ho lasciato la vita e i battiti del cuore.

Benvenuti in questa emblematica sezione dove troverete alcuni, determinanti stralci del romanzo. Parole e fatti di quella che è stata la mia vita, e di quella che ancora dovrà essere vissuta. Una vita piena di emozioni e di avventure, ma fatta anche di cose semplici: amori, rabbie, delusioni e, ringraziando il cielo, anche molte gioie. Un labirinto che metto a disposizione per chi avrà la pazienza e la voglia di fare una passeggiata tra le pareti inesplorate del mio essere interiore, accompagnato da immagini che mi rappresentano, opere d’arte che amo e che ho visto coi miei occhi di artisti spesso incompresi. Alcuni di essi sono rimasti per troppo tempo nell’ombra, altri invece hanno conosciuto, meritatamente, la gloria. Ma io non amo fare distinzioni perché la bellezza di un’opera risiede nel momento in cui prende vita. Il magnifico istante è la scintilla di genio che pochi eletti si possono permettere. Ed ecco che davanti a una tela o di fronte a una scultura, nella penombra di un museo, improvvisamente, nella solitudine dei propri pensieri inizia un viaggio fatto di parole e colori, di passioni e silenzi, fondendosi con quello che l’artista voleva dire e ciò che invece ha voluto tacere. Anche nel silenzio risiede la bellezza, e a volte, è assordante allo stesso modo. Ogni quadro è un mondo a parte, una finestra aperta sull’infinito alla quale ci si affaccia consapevoli che quello che vediamo, quello che sentiamo, è solo nostro. E così è anche un romanzo. Ogni periodo ha un significato, e in ogni momento della mia esistenza vi sono stati piccoli capolavori di esperienza che la maggior parte delle volte è stato difficile condividere. Per me che sono un solitario che si è sempre nascosto, la strada è stata lunga e complessa, e parecchie cose sono rimaste segrete, e lo resteranno nei secoli dei secoli. Ma nel cammino che mi ha reso ciò che sono ho imparato a essere un vampiro che ama la vita, nonostante il valore di questa parola abbia per me un diverso e oscuro significato.

#11: Pochi clienti si attardano ai tavoli.

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Pochi clienti si attardano ai tavoli fuori, protetti dalle vetrate del dehor d’inverno. Una coppia finisce di bere un amaro, e un gruppetto di ragazzi americani fin troppo eccitati dal vino, dalla serata frizzante e dalla vacanza in Italia, si accinge a oltrepassare le siepi che delineano il limite del passaggio. Strani, gli americani. Non sono abituati al vino buono, soprattutto quelli che non distinguono una sciacquatura di piatti da un Barolo riserva al 14% di grado alcolico.
Fateci caso: nei film americani, a meno che la scena non si svolga

#10: Nel petto ho un cuore di marmo.

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L’idea collettiva dei vampiri è quella del messaggero del diavolo, dell’oscuro viaggiatore, del succhia sangue a tradimento, della bieca, maledetta e infame creatura della notte. Deluderò molti lettori nel descrivere me stesso, ma tant’è che preferisco essere sincero e raccontare il mio punto di vista. Come vi ho detto, uno dei più terribili nemici del vampiro, è la noia. Come sopperire alla noia? Con la distrazione. E il cinema, la letteratura, la musica e internet, aiutano a farlo.
Amo il cinema. Da quando esiste, ho visto tutto ciò che è stato

#9: Il blu dei miei occhi non riflette la luce.

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Fisicamente sono un bel ragazzo: alto un metro e ottantatré, ho i capelli neri che porto corti, leggermente ingellati alla moda sbarazzina di oggi, e gli occhi blu. Non sono celesti o cerulei, sono proprio blu. Più scuri degli zaffiri: simili all’azzurrite o all’agata. Il colore dei miei occhi spiazza la gente perché sembrano neri. Il blu non riflette la luce, almeno, i miei non lo fanno, ed è più scuro del nocciola. Quando la gente si accorge del colore delle mie iridi, le guardano chiedendosi se hanno interpretato bene.
Ho

#8: Nel 1523 sono stato iniziato.

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Lavorai tre mesi interi, notte e giorno da un conciatore sul lungo Tevere per permettermi mezz’ora tra le sue cosce. L’iter era farsi trovare sotto le sue finestre, non prendeva appuntamenti: Carpazia aveva il privilegio di sceglierli, i clienti. E io ebbi la fortuna di essere scelto da lei. Mi notò tra i vari militari e i commercianti che attendevano un suo cenno per mettere sull’attenti tutto il corpo. Nessuno resisteva a Carpazia ed essere stato notato in mezzo a quegli uomini mi procurò una notevole soddisfazione. Con lei non

#7: La notte in cui fui trasformato.

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Proseguiamo con alcune informazioni personali. Mi chiamo Ranieri.
L’etimologia del mio nome è germanica: Raganhar è composto dalle due parole normanne Rigon, che significa “consiglio”, e Hari, che significa “esercito”. E in tedesco antico, Reiner significa “guerriero per volere divino”. Quindi, potrei essere definito un “guerriero che guida un esercito sotto consiglio divino”. L’accezione è comica perché il mio cognome è Dei Soldati. Non mi raffiguro come un guerriero, mi definisco piuttosto un viandante del gusto.
Altre teorie sul mio nome; chi si chiama così vive in discordanza tra parecchi sentimenti: ambizione

#6: Ascoltare il cibo.

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Amo gli odori del cibo umano. Sono atipico, per essere un vampiro. Ai miei simili piacciono i profumi del mondo, ma non sopportano quello del cibo. Io sì. Credo che sia un retaggio dell’essere italiano.
Avverto sulla pelle il calore del pane sfornato da una bottega, assorbo l’effluvio che si alza dal collo di una bottiglia di vino appena stappata. Ascolto il cioccolato che si rapprende su una Sacher, idolatro la freschezza delle fragole che mi giunge al naso quando si apre e si chiude lo sportello di un frigorifero in

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