Le sensazioni, per uno chef, sono basilari.
Quando mi muovo in cucina, le azioni che compio tutti i giorni mi ricordano chi sono, da dove arrivo e soprattutto, dove voglio andare. E basta una distrazione come il perdersi sul colore di un frutto succoso lasciato sul bancone, a farmi fare uno sbalzo indietro con la memoria. Chiudendo gli occhi, aspiro con gusto l’aria e vengo trasportato lontano dai ricordi. Una spirale mi avvolge di sensazioni e mi giungono di nuovo al naso i profumi del Rinascimento, quello delle tele dei pittori che con estro traducevano in immagine i loro sogni, le paure, le gioie. Mescolando i pigmenti si lasciavano andare senza pensare a niente, e il nulla prendeva vita.
Cucinare è la stessa cosa. Siamo dei Leonardo da Vinci, dei Botticelli dei fornelli. E anche guardiani del gusto: a differenza di un pittore, noi indossiamo una divisa. E comandiamo una brigata.
Perché in fondo, chiunque sappia cucinare anche solo un semplice piatto con pochi elementi, è già un artista. La natura ci ha donato una tavolozza infinita, una stupefacente, ampia gamma di profumi, forme, materie prime che trasformiamo e riadattiamo, alla stregua di moderni Michelangelo.
Non è importante essere diplomati in chissà quale scuola alberghiera, aver frequentato rinomate cucine o aver prestato servizio alle dipendenze di un grande Maestro; non è importante saper cucinare. L’importante è saper mangiare. Questo distingue l’essere umano dalla bestia: il piacere del cibo, del gusto, e non la necessità di nutrirsi per sopravvivere.
Diffidate da chi non ha questa priorità nella propria vita. Diffidate da chi considera il pasto solamente un’attività che ha il valore di una pausa dal lavoro, perché non è così.
Oggigiorno si vive freneticamente, e chi ce l’ha il tempo di prepararsi un buon piatto? Molti miei colleghi hanno dimostrato che non bisogna spadellare per ore e ore per apprezzare una prelibatezza. La verità è che manca la voglia di farsi tentare. Fatevi tentare, riscoprite la gioia di mangiare, di gustare; riscoprite la potenza della buona cucina: riappacificatevi col piacere della tavola.